Il Boss delle Tapas
per mtchallenge - #mtc60

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Ingredienti

Per il Jewelled Rice - Tapas
200 grammi di Riso Basmati Riso Basmati
50 grammi di Mirtilli Disidratati Mirtilli Disidratati
80 grammi di Mandorle Mandorle sfilettate
40 grammi di Pistacchi sgusciati Pistacchi sgusciati in granella
1 Melograno Melograno
100 grammi di Uvetta Uvetta
1 Cannella in Stecca Cannella in Stecca
1 bustina di Zafferano Zafferano
3 cucchiai di Acqua di Fiori di Arancio Acqua di Fiori di Arancio
100 grammi di Zucchero semolato Zucchero semolato
3 Arance Arance
2 Carote Carote
2 cucchiaini di Cardamomo Cardamomo in polvere
Olio di Vinaccioli Olio di Vinaccioli
3 cucchiai colmi di Ghee Ghee
Per le Polpette di Pollo - Pinchos
1/2 Petto di pollo intero Petto di pollo intero tritato
1 Uovo Uovo
Sale & Pepe Sale & Pepe
1 Lime Lime buccia grattugiata
Semi di sesamo bianco Semi di sesamo bianco
Semi di Sesamo Nero Semi di Sesamo Nero o Nigella
1 cucchiaio colmo di Parmigiano Grattuggiato Parmigiano Grattuggiato
3 Carote Carote
50 grammi di Latte Latte
2 cucchiai di Burro Burro
Per i Pink Burger
2 filetti spessi di Cernia Cernia
4 Barbabietola cotta Barbabietola cotta
2 spicchi di aglio aglio
1 Albume Albume
Sale Sale
Buccia di Limone Buccia di Limone
2 cucchiai di Farina Farina
1 cucchiaino di Salsa Worchester Salsa Worchester
Panna Acida Panna Acida
Panini mini baguette Panini mini baguette
Erba Cipollina Erba Cipollina
  • 3 ore circa
  • Persone 4
  • Media Difficoltà

Introduzione alla Ricetta

Dopo aver passato una delle giornate più divertenti degli ultimi mesi, a giocarmela con Arianna Mazzetta per indovinare (o cercare di indovinare) il tema della sfida dell'Mtchallenge #mtc60 che avrebbe proposto Mai Esteve che ha vinto la sfida degli gnocchi con delle gnoccozze sensazionali, ecco che l'arcano è stato svelato. Si tratta di Tapas.

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Una sfida one shot, per altro, una sola possibilità, ma con 3 differenti preparazioni in una volta sola: una tapa, un pincho e un montadito. Lì per lì ero entusiasta, gasata a mille, potevo riproporre alcune cose meravigliose mangiate in Spagna, avevo inoltre la scusa buona (era per una giustissima causa, studiare mangiando) per frequentare tutte le sere un locale di recente apertura in zona mia, a Ponte Milvio, che si chiama 100 Montaditos. E poi ho letto bene il regolamento: bisognava avere un filo conduttore che unisse le tre preparazioni. 

Panico. Troppe le idee, troppo poche (una sola) le chances da giocare. 

Avevo pensato inizialmente di preparare le Tapas a tema Halloween, anche perchè di solito, nella mia vita da blogger, ho sempre dedicato il mese di ottobre a preparazioni spaventosamente buffe per arrivare con qualche idea alla notte del 31, notte in cui la Mai sceglierà per altro il vincitore di questa sfida.

Però poi ho ricordato che ho in comune ad Alessandra una passione… Don Antonio, il Boss delle Cerimonie… me lo vedevo già il "montadito" a forma di "cono di orata", una cornucopia di pesce ripiena di ogni ben di Dio, appoggiata su una fetta di pane cafone, una tapa a base di carne, ingrediente che il boss, precedentemente macellaio, "ha nel dna" (detto toccandosi le vene dei polsi come se quello fosse il luogo custode del DNA umano), un pincho fatto a palline, come il mantello del più famoso Pono Pomellato, fingendo di prepararlo con una carne proveniente direttamente dalla macelleria/mattatoio del Castell'. 

Iniziato all’arte della macelleria all’età di quindici anni, il Boss spesso durante le puntate, condividendo con tutti i fratelli (Agostine e Sabbadine) la passione per la carne, dismessi gli abiti da Cavaliere Crociato, indossa il camice da "chianchiere" e riduce in salciccia qualsiasi animale di sorta gli capiti a tiro.

"Nu matrimonio napulitano, nun po' capì mai chi è nato a Milano", recita la sigla di inizio di ogni puntata… E col rischio che tutta questa fine cafonaggine non solo non l'avrebbero capita a Milano ma l'avrebbe capita forse solo Alessandra, già edotta circa la labilità delle mie sinapsi ogni volta che mi scervello al mio momento degli indizi, ho deciso che Don Antonio e il Matrimonio Napoletano dovessero essere il filo conduttore di questa sfida!

Ho dedicato ogni preparazione ad una coppia di sposi o ad un personaggio della serie o ad una delle cerimonie, sulla falsa riga del primo piatto e dei due secondi, di carne e di pesce, con una limonata come bevanda che sta a indicare il sorbetto di limone che di solito si serve per ripulirsi la bocca! Ho inoltre messo il link delle puntate di riferimento, laddove vogliate approfondire!

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Con questa foto partecipo ai Premi 30 mm

Tra l'altro potrò scrivere questo post senza badare all'ortografia e alla grammatica perchè lì più sei ignorante e più "ti trattano" da lord(o).

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Mi ricordo che la prima reazione che ebbi nel guardare le prime due puntate della prima stagione del Boss delle Cerimonie, fu quella di indignazione.

Frasi come "Voglio vedere lo spreco del cibo perchè a Napoli così si usa" mi fecero avere travasi di bile non indifferente, era ingiusto far passare il messaggio che qualsiasi matrimonio celebrato in Campania fosse sulla falsa riga di questi alla Sonrisa (dove tra l'altro si mangia benissimo). Ci sono napoletani veraci che ancora si rifiutano di vedere una puntata, come Luca, il marito di Lucia, perchè per molti è comunque un po' una vergogna, uno "scuorno". 

Ma poi le risate, la scoperta che il trash non ha limite alcuno, hanno avuto la meglio su di me, e l'appuntamento il venerdì sera per me è immancabile (va bene ok, lo sapete tutti che io alle 21 dormo, ma lo registro). Perchè è impossibile non ridere, non "assimilare" alcune espressioni, non rimanere meravigliosamente estasiati davanti a tutto il kitsch che contorna questa trasmissione. E anche scegliere solo 3 delle puntate per ricavarne le "tapas" è stato difficile, perchè ce ne sono almeno altre 10 da poter spremere fino all'osso ricavando la chicca da mangiare.

Probabilmente non vincerò mai una sfida MTC, ma con altrettanta probabilità, avendo scelto il tema Boss delle Cerimonie, mi meriterò un altro dei premi da ridere, con un fotomontaggio di me (con lo stesso corpo del cubo di Rubik, prego!) magari in sella ad un ponO, o vestita da Cavaliere di Malta insieme a Don Antonio, affacciata ad un balcone che dà direttamente sull'Agro Nocerino Sarnese.

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E con buona pace di Enzo Miccio, ecco le mie Tapas per la sfida MTChallenge n.60, approvate dal Boss delle Tapas.

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Tapa: Jewelled Rice, il riso ingioiellato persiano
(dedicato al matrimonio di Rosa e Kijan, origine napoletano/iraniana ed ispirato al lavandino del bagno della figlia di "Cerasella")

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Ispirata da veri diamanti finti messi al posto del sapone sul lavandino del bagno della casa di una delle spose, e dedicando questo "primo Piatto"- tapas al matrimonio Napoletano/Persiano di Rosa e Kijan, ho preparato il riso ingioiellato, vanto della cucina persiana, con i profumi ed i colori tipici di questo meraviglioso paese, reso scintillante dai chicchi di melograno simili a lucenti rubini.

Il riso ingioiellato è arricchito da carote e scorze di arancia caramellate, mirtilli rossi, uvetta, mandorle e pistacchi, ed ha i chicchi di melograno come gioielli di rifinitura.

PROCEDIMENTO

Riscaldare 1 cucchiaio di ghee e l'olio di vinaccioli in una padella, agiungendo le mandorle ed i pistacchi tagliati a filetti, insieme all'uvetta. Far cuocere per 20 secondi, trasferire in una ciotolina e tenere da parte. 

Nello stesso "olio", aggiungendo 1 cucchiaio di acqua e 1 di zucchero semolato, cuocere i mirtilli rossi per circa 2 minuti e metterli poi in una ciotolina da parte.

Tagliare le scorze di arancia a striscioline, badando bene a non includere la parte bianca che è amara, e le carote, e cuocerle per 2 minuti in una padella con 2 cucchiai di ghee. Dopo 2 minuti, aggiungere lo zafferano sciolto nell'acqua di fiori di arancio, la cannella, 1 cucchiaio di zucchero ed il cardamomo e cuocere per 1 minuto. Aggiungere 200 grammi d'acqua, portare a bollore e cuocere per 7/10 minuti fino a che arance e carote non siano evidentemente caramellate.

Cuocere il riso in abbondante acqua salata, aggiungendo lo zafferano sciolto nell'acqua di fiori di arancio all'acqua di cottura.

Il riso persiano di solito viene fatto cuocere in due parti, in due pentole. Una parte viene cotta con lo zafferano e quindi si colora di giallo ocra mentre il resto rimane bianco. Questo avviene perchè una volta cotto e ben scolato, il riso giallo viene fatto rosolare per avere una crosta tipica che si chiama tah-dig, un po' come il nostro riso al salto. Sul tah-dig si mette poi il riso lasciato bianco, scolato bene e le verdure e i frutti secchi ci si appoggiano sopra. 

In questo caso ho cotto il riso completamente giallo senza formare la crosta così da poterlo mettere in una ciotola insieme ai suoi "gioielli". Evitando però di mescolarlo, guarnire il riso cotto e scolato con le carote, la frutta secca, le scorze di arancio e aggiungere chicchi di melograno.

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Il Pincho Pomellato – polpette di pollo bianche e nere 
(dedicato al bellissimo ponO, dal mantello a pois, il cui Pantone farà impazzire la Mai)

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Fulmine, la mascotte del Castello, il bellissimo ponO pomellato è stato la mia ispirazione per un pincho tutto tempestato di palline. Si tratta di tre polpettine di pollo, semplicemente aromatizzate con scorzetta di lime, e ricoperte di semi di sesamo bianco e di nigella nera, per racchiudere in sè la pezzatura ed i colori caratterizzanti del piccolo cavallino! L'intingolo è alla carota…. cosa mangia un pony se non carote? Il Pony, ops, PonO, fa la sua prima apparizione nella puntata del matrimonio di Fabiana e Piero

PROCEDIMENTO

Tritare il petto di pollo e amalgamare la carne con un uovo, sale, pepe macinato al mulinello, scorza di lime (e qualche goccia se piace) ed il parmigiano, e formare delle polpette di piccole dimensioni (4 cm di diametro circa). Dividere le polpette in numero pari ed anzichè passarle nel pangrattato, rotolarle in sesamo bianco e sesamo nero, in modo da avere palline perfettamente uguali ma di colore diverso.

Cuocere in forno preriscaldato a 180/190°C in modalità statica per circa 25 minuti.

Nel frattempo, sbucciare le carote, ridurle in cubetti, cuocerle in una padella con il burro fino a che diventano morbide e frullarle aggiungendo tanto latte quanto basta a raggiungere una consistenza cremosa, Aggiungere sale a seconda della preferenza, pepe e prezzemolo sminuzzato (se piace).

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Montadito: Pink Burger
(ispirato dal Pink Party, ops, PING PART', per i 18 anni di Roberta)

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Liberamente tratto dal tema di una delle feste di 18 anni celebrate all'interno del Castello, quella di Roberta, la ragazza per cui nella vita conta l'intelligenza all'80% e la bellezza al 40%, per un totale di idiozia pari al 120%, ho preparato un burger rosa di cernia e barbabietola, ricalcando il secondo piatto di pesce ed ispirata al tema del Pink Party scelto dalla festeggiata, dalla madre e dalle due sorelle bruttine, paragonabili alle sorellastre di Cenerentola. Top della puntata la richiesta del cuoppo rosa.

PROCEDIMENTO

Lavare le fette di cernia e verificare che all'interno non ci siano le cartilagini (si procede ad accarezzare letteralmente il filetto e a individuare al tatto le eventuali "fasce", estraendole poi con apposite pinzette). Tritare al coltello il pesce, riducendolo in grana più spessa di quella della carne trita. 

Frullare metà barbabietola, insieme al liquido di conservazione e amalgamare la purea ottenuta alla cernia sminuzzata, aggiungendo sale e pepe e lasciando "marinare" e colorare le carni per circa 1 ora in frigorifero.

Trascorso il tempo utile alla colorazione della cernia, aggiungere una chiara d'uovo al trito, la salsa Worcester, 2 cucchiai (o più) di farina setacciata, scorza di limone, 1 cucchiaino di aglio ridotto in purea e formare dei piccoli burger, della forma del panino scelto.

Cuocere in una padella antiaderente senza assolutamente aggiungere grassi e sistemare l'hamburger sul mezzo panino, anch'esso grigliato e reso croccante e spalmato con un velo di panna acida aromatizzata con erba cipollina.

Decorare con erbe fresche (possibilmente finocchietto o aneto).

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Valentina

Valentina

Sono una grande amante e conoscitrice di spezie che utilizzo abitualmente in cucina e che amo proporre e far conoscere ai miei corsisti. Amo la cucina etnica e aggiungere sapori insoliti ai piatti della tradizione. Sono una compratrice compulsiva di "caccavelle" e props per le fotografie food (oltre che di credenze per contenerle tutte) e colleziono libri di cucina di cui sono gelosissima.

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Oddio questo programma non lo conoscevo…ora lo voglio guardare tutto!!!
Mamma mia mi son cappottata dalle risate…semplicemente geniale!
Per me un panino ping per favore!!!
In bocca al lupo per la sfida 😉
Lou

Ciao Carissima, sotto ogni “titolo” ho linkato la puntata di riferimento, ma se vai sul sito di real Time, e vai proprio nella sezione del programma troverai tutti gli episodi di tutte e 4 le stagioni 😀

Ma che per davvero sei convinta che non vincerai mai un MTC??? Ocio a dir ste cose, perchè mi facevo forte anche io di questa frase…e poi…. con la mia sfida da giudice ci è uscito un libro MTChallenge eh (Torte salate ndr) …simpaticissimo il post, fantastico il filo conduttore…. e beh… ricette scelte con dovizia di particolari…bravaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

solo tu, solo tu potevi immaginare una cosa tanto divertente quanto di grande cucina! Complimenti, io quel programma non lo conosco, ma non faccio testo, guardo pochissima tv, ma in ogni caso non allargarti troppo a dire che non vincerai mai una sfida…tempo al tempo….. Bravissima Vale!!

Tesoro mio, io ne sono certa. Mannaggia che vedi poca tv, io ne sono dipendente mi fa tanta compagnia oltre ai cani! E quando ho ricordato che Alessandra ne e’ fan tanto quanto me, ho avuto la spinta giusta a dire “perchè no”? 🙂 il mio intento era di far sorridere, ma se poi chi mi legge si tiene la pancia in mano dalle risate lacrimose,io sono piu’ felice ancora! 

Oh mamma che mi perdo vivendo in Olanda e non avendo la televisione!! Intanto ho imparato che pony è plurale e al singolare fa ponO…e non è poca cosa…Ma la vera meraviglia sono le tue tapas che di trash non hanno proprio nulla!
P.S.: guarda che vivere con tutti quei cani sta iniziando a farti male, molto male…già cominciano a piacerti gli stessi programmi che piacciono alla Van Pelt, poi da qui non sai dove vai a finire!! No, io te lo dico per il tuo bene….:)

Lezione n.2 rosa si dice ping e soprattutto ogni parola non ha la final(e) ahahahahaaah ho odiato questo programma prima di amarlo alla follia 🙂 ma sul sito di real time puoi vederlo e spargere il verbo (sbagliato) anche in Olanda 🙂 grazie per essere passata!

Ce ne sarebbero state tante altre di puntate a cui dedicare una preparazione, ma quando si ha tanto “materiale” umano, si ha l’imbarazzo della scelta nel vero senso della parola 😀

Io rido solo a guardare il logo….il boss delle tapas…poi rido a leggere il tuo articolo ..e mi scendono le lacrime guardando il pony e don antonio dietro la scrivania…e il lavandino?!?!?!? .eppure sapevo tutto! Questa idea nata cosi all’intrasatto si è dimostrata vincente….non mi esprimo sulla trasmissione perché non l’ho mai vista..ma ne ho sentito tanto parlare, persino da mio padre che,durante l’organizzazione del mio matrimonio mi mandava i link della trasmissione prendendomi in giro per aver organizzato un matrimonio troppo semplice per Napoli…..sei geniale!!!!
Gli sposini poi….me li presti per il mio anniversario di matrimonio???????? Ti prego..Luca se ne farà una ragione…per me hai colto nel segno e sei pronta per vincere!!perché riesci a cogliere con ironia e spirito della sfida aggiungendo sapienza e perfezione nelle ricette….brava Vale!!! E cmq lo voglio pure io un compleanno cosi…visto che per il matrimonio mi sono tenuta sobria!!!!

Il marito della figlia di Cerasella, quella che si lava le mani insaponandosi con un diamante, lavora in una bisca clandestina. Cerasella stessa ha un bar ai quartieri e si esibisce in canti e concerti in cui dicono che somigli “a Rita Franklyn” detta proprio Rita… guardarli mangiare nel loro sobrio tinello mi ha fatto rimpiangere lo stile minimalista che avevo sempre pensato di detestare. Io capisco Luca che si rifiuti di guardare le puntate, ma amo tuo padre perche’ ha insistito affinchè tu inserissi qualcosa di kitsch nel tuo matrimonio, o almeno ci ha provato. Il prossimo anniversario ti voglio con il diadema, e se proprio Luca non te lo permette, ti regalo una dozzina di diamanti da mettere sul bidet!

Come tu sai non conoscevo la trasmissione e non sapevo dell’esistenza del pono a pois e lo trovo splendido, il resto è la tua straordinaria capacità di raccontare sia le storie serie che quelle ironiche come questa; le tapas mi piacciono come mi piacciono le fotografie, allegre, e solari, ma la cosa che mi ha colpito di più è il racconto dei personaggi chiave della trasmissione…mi hai fatto ridere e come ti ho già detto questa volta ti meriti il podio ma sul serio…un abbraccio

…. e qui tocca recuperare eh…. da oggi in poi non ci sara’ pony che incontrerai per strada o vedrai in tv che non chiamerai ponO… grazie di essere passata a leggermi! Troppo troppo buona!

Io ti lovvoooo! Il boss delle cerimonie è mitico e pure io sono una fedelissima FANS come dice il boss “100 anni tutti in salute”.
Io sono sicura che vincerai l’Mtc perché tu sei veramente geniale hai azzeccato, argomentato e cucinato meglio di altri lo spirito di questa sfida! Grandissimaaaaaa!

Susy bella, ma grazieeeeee. Don Antonio o si detesta o non se ne fa più a meno. Spero tu abbia visto la puntata di ieri sera, la comunione di Antonietta detta CinesA… la summa del trash. Grazie di cuore per essere passata!

Spero che il commento venga pubblicato, perché sono dal tablet, praticamente appena alzata, senza neppure aver messo su il caffè. Ma non ho saputo resistere. E ora son qui che do la sveglia al vicinato, da tanto rido. Due anni di astinenza da boss (ma se lo dessero qui, avrebbe un successo spaventoso perché i singaporiani sono uguali) e tutte le risate arretrate son venute fuori ora. La diciottenne con le percentuali mi ha fatto morire, ma non c’è ispirazione che non mi abbia stesa.compresa quella dei premi che ti daremo… perché adesso sarà dura, trovarne uno che ti sorprenda… ma uno sforzo di inventiva è il minimo, per adeguarmi a questo post. Il più bello, da che leggo il tuo blog!

Ahahahahahahahaahhahh dai almeno sapere che hai riso le risate arretrate mi fa piacerissimo! Sapevo che avrei raccolto il tuo consenso e non sapevo invece che anche molte altre in Mtc guardano Don Antonio. Per il fatto della tua astinenza sul sito di Real Time trovi tutte le puntate di tutte le stagioni, anzi ti consiglio l’ultima di ieri sera, la comunione di Antonietta la CinesA. Un pollo alle mandorle non glielo avrebbe tolto nessuno.

Una “sciccheria” Vale (Don Antonio direbbe così?), il post e l’idea… Un mito! L’ho visto ogni tanto Il Boss delle Cerimonie senza però impazzire a dire il vero… Visto sotto il punto di vista culinario, con le tue belle ricette e il tuo racconto in associazione, è decisamente più divertente! Hai vinto!

Don Antonio direbbe “non per peccare di presunzion’ ma queste tapas mi son’ venut’ proprio belle” ahahahahaha troppo buona. Il Boss delle Cerimonie va visto con attenzione e predisposizione… io amo le didascalie e i sottotitoli, amo i luoghi comuni che sono tutti perfettamente raccontati 🙂 tanto quanto mi raccapricciano allo stesso momento 🙂

Valentina sono una campana verace…e una sola volta ho.visto il boss , le mje figlie lo.adorano…e ti dico una cosa
Io guardo con ammirazione chi ha il.coraggio di fare matrimoni strepitosi a volte anche un po’ oltre…ma si sa a napoli il cuore è grande come il.sole e ogni cosa che si fa si pensa a tutti e rendere partecipi tutti
Le.tapas sono uno spettacolo
Il riso ingioiellato mi ha stesa
Complimenti…

Io ancora inorridisco quando facendo zapping vedo passare questo tipo allucinante, ma mi ha molto incuriosito il tuo post e mi sono guardata i video … non c’è davvero limite all’idiozia!!! Però come dicevi tu mi sono divertita e devo dire che hai sviluppato il tema in modo magistrale! Ora però se guardo la prossima puntata è colpa tua!!! Avrai creato un mostro!!

Anche io sono sempre più combattuta tra l’orrore e il divertimento, però alla fine lo guardo. Prova a guardarlo con gli occhi di chi vuole solo ridere, e sarà tutta un’altra cosa! Grazie per essere passata!

guarda non so scrivere l’accento napoletano ma ci provo… così sono andata su google e ho cercato un traduttore napoletano perché ti volevo dire che…
“nun te perdonèrò maje ca’ into pinchò e’ Pomellàt (il pomò a poìs) tu ci abbià miso o’ pollò o’ postò ro’ caball!!!”
ma “pois” pensandoci bene, detto così potrebbe sembrare una minaccia e in realtà non lo è, soltanto che volevo inmedesimarmi nella pazza storia che ti sei costruita per le tue tapas!!!! Hai un senso del humor che va oltre il pantone Pomellatto che apprezzo da mattiiiii! Come apprezzo ogni abbinamento e accostamento, pura invenzione della tua mente di sicuro dopo una puntata del Boss… ormai per me sarai il Boss delle tapas!!!
Leggendoti mi sono divertita e mi hai fatto passare lo stress di tutta la giornata, mitica!
Non soltanto per il filo conduttore che hai scelto (pazzesco…) ma perché sei pure andata a scegliere le puntate che più ti sono sembrate addate per ogni tappa, montadito e pincho, quel riso ingioiellato sa di molto etnico e che tu abbia usato il ghe mi fa ricordare il mio primo post in assoluto quando apri il blog che fece un risotto molto etnico tanto che a casa si sentì il profumo per giorni!
(ma io ho ancora in mente i pincho du pono…)

E poi ho letto e visto il ping part, noooo, ping no per favore, ping noooo! E si… ping è stato. Ma questa volta tocca il pesce perché si sa che da Don Antonio, anche se ex macellaio, il pesce è pure buono…!
Ma io ho ancora questo i pincho tuo in mente… moh… “chisti pincò me li prendò in prestìt personalè, posò !

mitica Valentina!!!!!!

Ahahahahhaahhahahah, la Mai che parla napoletano…. muoio…. Dobbiamo sperare che Fabio al Raduno ci porti al castell’, il selfie col Pono Pomellato mangiando uno spiedino non ce lo toglierà nessuno. Il pincho di pono, non sarei mai riuscita a mangiare un pono, ma ho fatto l’intingolo alla carota perchè i pony mangiano le carote. Più che mangiare pony, siamo noi che mangiando il pincho diventiamo pomellati e apprezziamo le carote. Questi due commenti sembrano una follia, ma sto ridendo con le lacrime. Grazie Mai.

Maronn ‘o Carmine! Ma non ti avevo commentato l’altro giorno???
Sono tornata per rifarmi due risate che oggi ne ho bisogno e per leggere il commento di Mai, perché mi harmana catalana che parla napoletano non volevo perdermela.
Comunque, a “ho fatto l’intingolo alla carota perché i pony mangiano le carote” sono morta di nuovo. Io ti adoro!! Io voglio che vinci!!
E voglio cavalcare insieme a te il pono (oddio, detto così pare fuorviante…) sperando di non farlo stramazzare con le quattro zampotte orizzontali. Come la pecora (no…non leggete doppi sensi plis!) a grandezza naturale che abbiamo distrutto io e la mia amichetta d’infanzia. Che poi, ora che ci penso, questa mia amica a cui avevano regalato la pecorona è proprio napoletana!
Vabbè. Non continuo… qui rischio di scrivere un post di doppi sensi…

Amoti assaje!

Parlo al medico o parlo all’amica di indizi? Vabbeh io lo dico. Anni fa la prima volta che andai alla Fiera dei Morti a Perugia, vinsi a una riffa un maiale gigante di pelouche, grande quanto un pouff. All’epoca pesavo a stento 51 kg (ora sn pressapoco raddoppiata) e lo usavo come comodo appoggio quando guardavo Un posto al Sole la sera in cameretta. Dopodichè, con il passare degli anni e con il mio aumentare di peso, il maiale è morto. Facciamo così, vieni al castell’ e sul pono ci sali te che a naso sei la più magra nonostante la pancina d’oro!

Da oggi, gli animali della fattoria quando ci vedranno…scapperanno!
Fatece largo che passamo noiii! Ste fuudbloggger de sta Roma bella…semo ragazze fatte cor pennello…e l’animali famo schioppetà!

Muoro!!! Mai visto ‘sto Boss delle cerimonie ma dev’essere uno spasso! Interpretazioni strepitose davvero. Troppo forte 🙂

Non per peccar di presunzione ma questo post è nu bigiù, meriterebbe nu quadro e pur e fuochi a mare, fuochi a zfunn, a beverun, a migliara!!!
Ps Don Antonio ha sdoganato (involontariamente) un modo di pensare dandogli quasi dignità artistica. Tra paradosso e realtà, resta il sogno, quello realizzato da un uomo con scarpe doppie e cervello fine, anche quando ha seguito strade meno pulite.
Complimenti a te…:)

ahahahahaahah…rido perché non sono un’estimatrice di Don Antonio ma qualche puntata l’ho vista pure io con la tua identica reazione iniziale. Solo che poi non ce l’ho fatta a continuare perché tutto insieme è davvero troppo. Dopo il Pono Pomellato, su cui mi sono ribaltata dal divano, ho deciso che creare una dipendenza da trash non facesse bene alla mia salute (ma se ti può essere d’aiuto queste serie le ho provate tutte, dal boss delle Torte al Boss dei prediciottenni, passando per quella tremebonda degli italo-americani di terza generazione di Jersey Shore). Come vedi il mio masochismo non ha limiti. Chapeau però per il tuo coraggio e determinazione. Il post è davvero meraviglioso! Ti abbraccio picciotta!

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