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Ingredienti

1 Orata media (800/900 gr) Orata media (800/900 gr)
3 kg di Sale Grosso Sale Grosso
1 Limone Limone
1 Arancia Arancia
1 Mazzetto aromatico Mazzetto aromatico composto da maggiorana, 1 foglia di alloro, rosmarino e salvia, freschi
2 spicchi di aglio aglio
q.b. di Sale & Pepe Sale & Pepe
4 Albumi Albumi

Orata in Crosta di Sale ed Erbe Mediterranee

per il calendario del cibo italiano

Informazioni:
  • Cottura in Forno
  • Gluten Free

Un metodo alternativo per la cottura in forno di carni delicate come quelle dei pesci. La crosta di sale è una bella svolta per chi la prova!

  • 40 minuti
  • Persone 1
  • Facile

Introduzione alla Ricetta

La ricetta del pesce al sale è uno dei metodi di cottura più antichi che si conoscano e che segue lo stesso principio delle cotture sotto la cenere, sotto la terra, sotto la sabbia e, più recentemente, sotto vuoto. 
La cottura al sale non richiede nulla, ma proprio nulla se non tanto ma proprio tanto sale. È salutare, dietetica e facilissima, e a dispetto del nome, consente di preparare piatti per nulla salati ed è tipica dei paesi del mediterraneo come Spagna, Italia e Grecia.

Il segreto nascosto in questa tecnica di cottura antichissima dei pesci dalle carni grasse è davvero banale, si riveste infatti completamente di sale il pesce crudo, in modo che durante la cottura si formi una crosta dura, capace di isolare la pietanza e di conservarne gli umori e l’umidità. Non occorrono olio né altri grassi, e nemmeno vino, acqua o altri liquidi, mentre si può spaziare con la fantasia e la “gola” con le erbe aromatiche o le spezie.

Il sale è un bene di prima necessità da moltissimi anni e viene estratto in forma solida dai depositi di salgemma o ricavato attraverso la cristallizzazione di acqua salata.

Attraverso la conosciuta Via Salaria, la via che prende il suo nome, il sale giungeva da Roma in zone più interne della penisola. Nei tempi antichi addirittura era tanto importante da fungere da moneta di scambio. Il sale con il calore si solidifica e assorbe il grasso dagli alimenti. 
Se poi si utilizza un sale integrale, molto umido, sarà anche il sale stesso una fonte benefica di minerali, di oligoelementi naturali (come il ferro e magnesio) e di aromi particolari che si infondono attraverso il vapore nel cibo in esso racchiuso.
Il sale però non viene assorbito dal cibo in cottura. Anzi, talvolta quando lo si serve, tocca mettere del sale in tavola!

“La crosta di sale crea una specie di "camicia" attorno all'alimento”, spiega il chimico e appassionato di gastronomia Dario Bressanini. “In questo modo la trasmissione del calore dal forno è più lenta e impedisce al cibo di seccare velocemente. Ecco perché si usa spesso per i pesci, visto che sono più delicati e a rischio di diventare stoppacciosi. Allo stesso tempo la crosta rallenta la fuoriuscita dell'umidità e degli aromi dall'alimento: potremmo chiamarla una cottura nel sacchetto ante litteram”. 

Per quanto riguarda la scelta del tipo di pesce da cucinare al sale, in generale l’orata e il branzino sono considerati i più indicati, meglio se di grandi dimensioni, sopra i 600 grammi, ancora meglio 1 chilo. Per la preparazione non occorre nessuna avvertenza particolare tranne quella di eviscerare o farsi eviscerare il pesce in pescheria senza eliminare le squame! La cottura sarà migliore e più facile l’operazione di pulitura finale. Oltre all'orata e al branzino altri pesci che bene si adattano ad una cottura sotto sale sono il cefalo, il pagello, il dentice, la ricciola e la pezzogna, scelti di media pezzatura, che superino il kg (tra 1,2 e 1,5 kg è la misura ideale).

L’orata, che ho scelto di preparare per la ricetta con la quale contribuisco alla Giornata Nazionale del Pesce al Forno, è un pesce costiero di mare e di acque salmastre e deve il suo nome alla tipica striscia di color oro posta tra gli occhi. È presente sia nel Mar Mediterraneo, sia nella parte orientale dell'Atlantico e vive entro i 150 metri dalla costa. Le sue pregiate carni sono bianche, altamente proteiche e notevolmente magre (specialmente quelle pescate e non di allevamento).

Esistono diversi metodi per compattare il sale e agevolare il rivestimento del pesce. Si va da quello più semplice, alle varianti che prevedono di mescolare il sale con albume d’uovo montato, di utilizzare vino bianco per bagnare leggermente il sale, o anche di mescolare tra loro sale fino e sale grosso con miscele di erbe aromatiche e zucchero. L’importante è ricordare che dovrebbe sempre esserci una «buccia» a tenere separata la parte commestibile dal sale, e proprio per questo il sale grosso è preferibile a quello fino.

Una condizione indispensabile è che la materia prima sia freschissima, di qualità assoluta. Nel caso specifico del pesce al sale, quando si rompe la crosta si sprigiona un vapore, un fumo in cui è concentrato il suo odore originario. Che sarà sgradevole nel caso di un pesce di qualità scadente, ma sarà puro mare se si sarà fatta la spesa giusta.

Sono passati due millenni da quando nel 230, Apicio scriveva del pesce al sale nel De Re Coquinaria: Pulite accuratamente il pesce togliendogli le interiora e tutte le squame. Poi mettete nel mortaio sale e seme di coriandolo; tritate il tutto e schiacciatelo bene. Copritene bene il pesce e mettetelo nella teglia con un coperchio, che sarà sigillato con il gesso. Poi si mette al forno e si fa cuocere”. 

La tecnica standard è dunque quella di mettere nella teglia uno strato di sale grosso, adagiarvi il pesce – ben pulito ma con tutta la pelle e meglio ancora anche con le squame, guarnito con gli aromi preferiti, ricoprirlo poi interamente di altro sale e infornare a 180/200°C per il tempo necessario. 

E quanto è il tempo giustoMezz'ora per ogni chilo di pesce. E poi servirà un martelletto per spezzare la crosta. 

Questo tipo di cottura è diventato "di moda" in anni recenti, soprattutto grazie alla ricerca, sempre più diffusa, di metodi di cottura leggeri, poveri di grassi, o addirittura dietetici. E quella al sale è veramente una cottura dietetica. Il pesce infatti cuoce completamente sensza grassi, e quelli eventualmente in esso contenuti, emessi durante la cottura, vengono assorbiti dalla crosta di sale da cui il pesce si trova rivestito.

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Procedimento Step by Step

1
Fatto

Eviscerare l'orata (sempre che il vostro pescivendolo non lo abbia già fatto per voi), sciacquarla sotto acqua corrente e riempirla attraverso il taglio fatto per la pulizia interna, con un battuto del mazzetto aromatico, uno spicchio di aglio scamiciato e schiacciato e due fette di limone sottili, sovrapposte.

Adagiare sul fondo della teglia un primo strato spesso di sale grosso, circa 1/3 della quantità totale del sale indicata negli ingredienti, e sistemateci l'orata "farcita" al centro.

2
Fatto

Montare a neve gli albumi e unirli al rimanente sale grosso con il restante battuto del mazzetto aromatico e buccia di arancia grattugiata e sistemare tutto il sale sul pesce, premendolo bene come a farle un vestito.

Ci sono due scuole di pensiero per quanto riguarda la copertura superiore del pesce. Alcuni lo coprono totalmente e calcolano 30 minuti di tempo per ogni chilo di pesce, sfornano e amen.

Altri lasciano un piccolo triangolo privo di sale in corrispondenza dell'occhio del pesce. In questo modo, oltre al tempo, farà fede anche l'occhio per constatare l'effettiva cottura del pesce.

3
Fatto

Trascorso il tempo di cottura, sfornare e rompere la crosta di sale, che col calore si indurisce, con un martelletto.

Pulire il pesce e servire i filetti con un filo d'olio, qualche goccia di limone e probabilmente toccherà aggiungere del sale!

Valentina

Valentina

Sono una grande amante e conoscitrice di spezie che utilizzo abitualmente in cucina e che amo proporre e far conoscere ai miei corsisti. Amo la cucina etnica e aggiungere sapori insoliti ai piatti della tradizione. Sono una compratrice compulsiva di "caccavelle" e props per le fotografie food (oltre che di credenze per contenerle tutte) e colleziono libri di cucina di cui sono gelosissima.

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e’ un tipo di cottura che adoro, la trovo delicata al punto giusto…. e poi si presenta pure bene da portare in tavola! un bacione!

Sono anch’io una fan di Bressanini, che seguo da tempi “non sospetti”, quando non era ancora famoso e frequentavamo lo stesso forum di cucina. Io ho cementato un dentice e sposo la versione tutto coperto. Quell’occhio di fuori mi inquieterebbe alquanto 😉

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