Risotto con Fichi e Provolone del Monaco DOP
per il calendario del cibo italiano - aifb

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Ingredienti

150 grammi di Riso Carnaroli Riso Carnaroli
1 litro di Brodo Vegetale Brodo Vegetale bollente
1 Cipolla Dorata Cipolla Dorata
1 bottiglia di Vino Bianco Vino Bianco
1 cucchiaio di Burro Burro
1 filo di Olio Evo Olio Evo
8 Fichi Neri Fichi Neri
qualche rametto di Origano Origano
120 grammi di Provolone del Monaco Provolone del Monaco www.mozzarella.it
Informazioni:
  • Cottura in Pentola
  • Occorre il Brodo
  • Vegetariana

Un buonissimo risotto, molto fresco e d'impatto, con i fichi maturi e il buonissimo Provolone del Monaco.

  • 1 ora circa
  • Persone 2
  • Media Difficoltà

Introduzione alla Ricetta

Inizia oggi, a firma della carissima Anna Calabrese della Cucina di Anisja, nel Calendario del Cibo Italiano di Aifb, la Settimana dedicata all'uva e ai fichi. Se l'uva mi piace poco, ho una vera e propria passione per i fichi. Passione che però gli alberi di fichi non hanno nei miei confronti perchè ogni qual volta ho provato a piantarne uno in giardino, è successo qualcosa di irreparabile che lo ha fatto "morire". Buona parte di colpa la hanno i miei cani, perchè le zone del giardino che avevo scelto per far crescere il fico erano parte del "loro " spazio. E così dopo il primo che si è seccato ad opera del "maschio" segnante di casa, il secondo è finito per diventare lo stecco pulisci denti di Cinzia, la neomamma.
Ed è così che ho democraticamente deciso di saccheggiare l'enorme albero di fichi del mio vicino che, caso vuole, sporga per oltre metà nella mia proprietà 😀

Quella del fico è una storia millenaria.  Nell’antica Grecia era considerato un frutto altamente erotico al quale sono legati molti miti. Platone, soprannominato “mangiatore di fichi”, raccomandava agli amici di mangiarne in quantità perché, a suo dire, rinvigoriva l’intelligenza. L’albero dell’Eden, proibito da Dio all’uomo nel Vecchio Testamento, non sarebbe un melo, ma un fico: infatti  Adamo ed Eva, dopo averne mangiato il frutto, quando si accorgono di essere nudi, si coprono intrecciando foglie di fico. I Romani ne erano particolarmente ghiotti. All’epoca, era abitudine mangiare i fichi come antipasto, insaporiti con sale, aceto, garum (specie di salsa di pesce).

Secondo Publio Ovidio Nasone, i fichi con il miele venivano offerti nella notte di capodanno come segno di augurio. I Romani pensavano che mangiare i fichi “aumentasse la forza dei giovani, migliorasse la salute dei vecchi e che addirittura avesse l’effetto di ridurre le rughe! “Veneremque vocat, sed cuilibet obstat” (trad. provoca lo stimolo venereo anche a chi vi si oppone): la convinzione che il fico avesse delle proprietà erotiche venne ribadita anche dalla Scuola Medica Salernitana e, secondo la medicina popolare, due giovani sterili potevano ricorrere allo stratagemma di staccare due foglie di fico dall’albero, metterle sotto il cuscino, convinti che questo metodo potesse influenzare benevolmente la procreazione.

Forse non tutti sanno che il fico nasconde un inganno: il suo vero frutto è, in realtà, contenuto all’interno di quello che noi chiamiamo frutto e che solitamente mangiamo. Quello che comunemente viene ritenuto il frutto del fico è in realtà un insieme di frutti carnoso, piriforme, ricco di zuccheri, detto siconio, di colore variabile dal verde al rossiccio fino al bluastro-violaceo, cava, all’interno della quale sono i veri frutti, molto piccoli, chiamati in botanica acheni.

Oggi il fico fa parte del panorama Mediterraneo, dalla Spagna alla Turchia. In Italia lo si trova sopratutto in Puglia, Campania e Calabria, ma è presente anche nelle altre regioni. Centinaia le diverse varietà di questi frutti. La più comune è la “Ficus carica”, dalle molteplici dimensioni e colori, dal giallo al nero. I fichi vengono definiti a seconda del periodo in cui maturano: "fioroni" o "primaticci" (giugno e luglio), "forniti" (agosto e settembre), "tardivi" (autunno).

I fichi generalmente vengono raccolti a completa maturazione con tutto il peduncolo, nella ore più calde e asciutte della giornata.

Questi frutti ricchi di zucchero, minerali e vitamine, sono facilmente digeribili, possono essere consumati freschi o secchi, ed inseriti in ricette dolci (torte, gelati, marmellate) o salate (antipasti o primi piatti o anche in accompagnamento alla carne di maiale).

Ho iniziato mesi fa una "saga" dei risotti con la frutta, tutti risotti che hanno visto i vari frutti di stagione protagonisti in quanto ho sfruttato anche il loro succo per sostituire il brodo nella loro cottura. 

Oggi invece, nel risotto ai fichi, ho utilizzato il classico brodo vegetale, a metà con del vino bianco e ho mantecato con il Provolone del Monaco, prezioso prodotto della penisola sorrentina, in Campania, per onorare le origini dell'ambasciatrice di questa settimana così profumata.

Con questa ricetta partecipo alle nomination per il Food Blogger Award 2016 – Dieta Mediterranea nella categoria COOKING ITALY indetto da Malvarosa.

fodd blog

Il Provolone del Monaco lo ho acquistato online su Mozzarella.it 

Copia di provolonedelmonaco

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Procedimento Step by Step

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Fatto

In una pentola adatta alla preparazione di un risotto, far sciogliere il burro in un filo di olio e appassire in esso la cipolla tagliata in pezzi molto piccoli, tanto da sciogliersi.

2
Fatto

Aggiungere il riso e farlo tostare un paio di minuti nel burro e aggiungere subito un bicchiere di vino bianco secco, che farà brillare il riso e o renderà immediatamente trasparente. A questo punto aggiungere tanto brodo vegetale (che avrete preparato in precedenza e tenuto in caldo ma non a bollore) quanto basta a coprire il riso e procedere alla cottura, aggiungendo un mestolo di brodo alternato a un bicchiere di vino fino ad ultimare la cottura del riso.

3
Fatto

A metà cottura del riso, aggiungere i fichi tagliate in cubetti non troppo piccoli, regolando di sale, e aggiungendo dell'origano fresco. La buccia dei fichi si scioglierà mentre gli acheni resteranno lì a puntinare il risotto, per un effetto visivo meraviglioso.

Mantecare con il Provolone del Monaco a fuoco spento, grattugiandolo tutto direttamente in pentola. Servirà a conferire un gusto speciale al risotto e renderlo perfettamente cremoso.
Servire caldo.

Valentina

Valentina

Sono una grande amante e conoscitrice di spezie che utilizzo abitualmente in cucina e che amo proporre e far conoscere ai miei corsisti. Amo la cucina etnica e aggiungere sapori insoliti ai piatti della tradizione. Sono una compratrice compulsiva di "caccavelle" e props per le fotografie food (oltre che di credenze per contenerle tutte) e colleziono libri di cucina di cui sono gelosissima.

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Vale ma che bontà!!!!!!! sai che io fino a poco tempo fa non ero molto propensa ad utilizzare la frutta per le preparazioni salata ma tu mi hai “svezzato” e ora….questo risotto mi fa una gola che me lo mangerei anche come merenda!!!!! come al solito poi le tue foto fanno venire una voglia esagerata!!! 🙂

Tesoro <3 grazie di cuore per queste parole, spero davvero che mi farai sapere come hai trovato l'accostamento di fichi e provolone del monaco. Io lo ho adorato dal primo momento.

ecco, da buona mezza lombarda, per questo risotto credo che impazzirei, pur non amando tantissimo i fichi, ma nella mia testa sento già il profumo degli ingredienti. Il Provolone del Monaco bilancia la dolcezza dei fichi, ed è il segreto per l’armonia del piatto, molto ben mantecato. Complimenti Vale, sempre il top!

Splendido, Valentina, un vero incanto! un risotto meraviglioso che, a parte l’accostamento di sapori che per inciso per me e pura poesia, è bellissimo e perfetto, chapeau!
Grazie per lo stupendo contributo e per la bellissima ricetta che non mancherò di replicare 🙂

Grazie a te perchè, incaricandoti in tempi così ristretti di diventare ambasciatrice di questa settimana tanto proofumata, hai scritto un articolo meraviglioso al quale mi onoro di aver contribuito!

Valentina questo riso l’avevo visto e già mi ero innamorata del risotto, dei fichi e del piatto, riverderlo mi fa venire anche voglia di mangiarlo, purtroppo mio marito non ama gli abbinamenti con il dolce quindi evito di fare doppio lavoro, ma avrei proprio voglia…

Vale cara, sono giorni che mi riprometto di passare con calma per lasciare un saluto ma Morfeo, per rimanere in tema, ultimamente ha la meglio! Leggere il racconto mitologico o le credenze legate ad un piatto o un alimento mi affascina sempre da morire e grazie al calendario del cibo c’è sempre qualcosa da imparare! Le tue foto poi, sono una vera goduria per gli occhi e una dannazione per lo stomaco che inizia a brontolare!

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