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Spaghetti Gentile di Gragnano con Cozze, Friggitelli e Tarallo

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Ingredienti

230 grammi di Pasta di Gragnano Gentile - Spaghetti Pasta di Gragnano Gentile - Spaghetti
500 grammi di Cozze Cozze
4 spicchi di aglio aglio
400 grammi di Friggitelli (peperoncini verdi dolci) Friggitelli (peperoncini verdi dolci)
20 Pomodori Ciliegino Pomodori Ciliegino
Olio Evo Olio Evo
Sale Sale
Pepe nero Pepe nero
1 Tarallo 'nzogna e pepe Tarallo 'nzogna e pepe possibilmente di Leopoldo
Informazioni:
  • Cottura in Padella
  • Cottura in Pentola

Una ricetta che sprizza napoletanità da tutti i pori, dal colore azzurro del mare delle foto, dall'utilizzo delle cozze, frutto di mare classico, l'aggiunta del Tarallo di Leopoldo e soprattutto l'utilizzo della meravigliosa Pasta di Gragnano del Pastificio Gentile.

  • 30 minuti
  • Persone 2
  • Facile

Introduzione alla Ricetta

Come se non bastasse tutto l'impegno profuso da mesi e per mesi nell'organizzazione di un Raduno che definire perfetto è riduttivo, Fabio e il team dell'Mtchallenge a fine asta, rituale immancabile con Flavia a capo di una banda di matte per la beneficenza a Piazza dei Mestieri, ci hanno fatto trovare dei meravigliosi sacchetti, tutti blu, tutti allineati, contenenti un pacco di pasta del Pastificio Gentile, omaggio graditissimo, insieme ad un Vesuvio di cioccolato di Gay Odin, grandissimo cioccolatiere napoletano, e una scatola di Taralli di Leopoldo. 

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Nessuno ha avuto il benchè minimo dubbio nel preparare un piatto di pasta per celebrare degnamente un prodotto di tale eccellenza come la pasta di Gragnano, e anche io ho voluto riproporre i sapori di Napoli, i profumi ed i colori del mare, nel mio piatto di Spaghetti con Cozze, friggitelli, qualche pomodorino (ahimè non del Piennolo) e Tarallo sbriciolato.

Ho invidiato le colleghe che hanno avuto il formato di pasta Vesuvio, deliziosi e sfiziosi torciglioni simili al vulcano, soprattutto per la mia famigerata e notoria incapacità nel gestire la pasta lunga (e infatti ogni volta le mie porzioni di pasta lunga sembrano da camionista più che da gourmand).

Avrei voluto unire due post in uno, quello sul raduno dell'Mtchallenge e questo per la Pasta Gentile, ma ho preferito dare rilievo ad entrambi allo stesso modo, perciò oggi vi beccate la pasta e dopo che sarà conclusa la settimana più culinariamente produttiva della mia vita tra The Recipetionist e E-saltate (e mera golosità della scrivente), scriverò anche un post sul raduno, sperando che l'effetto nostalgico da "Costa Crociere" sia passato, per essere lucida e (poco) meno sdolcinata.

Mentirei se dicessi che non ho mai assaggiato la Pasta di Gragnano, i miei vicini di casa sono di Castellammare e spesso mi hanno regalato pasta di Gragnano, così come mio padre, da quattro anni circa, regala a tutti scatoloni colmi di pacchi di pasta di Gragnano per Natale. Ma la Pasta Gentile ha una caratteristica che non avevo mai incontrato nelle altre paste di Gragnano assaggiate nella mia vita. Riesce a rendere cremoso qualsiasi sughetto anche slegato o troppo liquido al momento dell'incontro tra pasta e intingolo.

Ero scettica circa la possibilità di risottare gli spaghetti con l'acqua delle cozze dopo averle aperte e sgusciate, credevo sarebbero venuti "brodosi" e invece sono stata felicissima di essermi sbagliata, e ho mangiato un piatto di pasta da Re!

Tempo fa la mia amica Lucia ha definito il "pulire le cozze" come un atto d'amore. Ed è una delle cose più vere che siano mai state dette. Pulire le cozze non è sicuramente una cosa gradevole, e pescivendoli che te le vendono già raschiate e private dello "stroppone" non li trovo, ma per questo piatto di pasta vi consiglio di sacrificarvi, di cercare di trovare proprio la Pasta Gentile e sarete ricompensati da tanto amore, per Napoli, Gragnano e pure per le cozze.

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Procedimento Step by Step

1
Fatto

Armandovi di santa pazienza e molto amore, indossando guanti e/o mascherine, pulite le cozze, lavandole sotto acqua corrente e raschiando i gusci con una retina (nuova) di acciaio e tirando via lo "stroppone".
Sistemarle in una padella ampia, con un filo d'olio e due spicchi di aglio.
Chiudere con coperchio e cuocere a fuoco medio fino a che esse non saranno completamente aperte.
Sgusciarle e conservare il sugo, filtrato.

2
Fatto

In una seconda padella, appassire con un filo d'olio e i restanti due spicchi di aglio, i friggitelli privati di "capo e coda" e svuotati dai semini interni e tagliati in due o massimo tre pezzi, aggiungendo poco sale, pepe nero a mulinello e i pomodorini tagliati in due.
Nel momento in cui i friggitelli iniziano ad appassire, aggiungere le cozze e terminare la cottura (fino a quando i pomodorini saranno evidentemente cotti).

3
Fatto

Cuocere la pasta in abbondante acqua salata per 3 minuti in meno del tempo di cottura indicato sulla confezione, dopodichè scolarla e unirla al sugo appena preparato, continuandone la cottura aggiungendo l'acqua delle cozze, risottando il tutto.
Servire subito sbriciolando un Tarallo sugna e pepe sulla pasta!

Valentina

Valentina

Sono una grande amante e conoscitrice di spezie che utilizzo abitualmente in cucina e che amo proporre e far conoscere ai miei corsisti. Amo la cucina etnica e aggiungere sapori insoliti ai piatti della tradizione. Sono una compratrice compulsiva di "caccavelle" e props per le fotografie food (oltre che di credenze per contenerle tutte) e colleziono libri di cucina di cui sono gelosissima.

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4 Comments Hide Comments

Allora parto dalla ricetta…che trovo magnifica, e ti aggiungo che qua le trovo le cozze pulite, ma vuoi o non vuoi me le ripulisco sempre per sicurezza!!! La pasta Gentile è stata una di quelle sorprese magnifiche, i Vesuvio sono qualcosa di inimmaginabile….. ho un pacco di spaghetti che proverò al più presto…ma intanto sto tediando tutti perchè VOGLIO sapere dove trovo questa pasta qui da me..ma alla fine vado alla fonte e straccerò le sfere direttamente a loro per avere un elenco di rivenditori qua da noi. Attendo tutti i post in programma incluso quello del raduno

Pensa che io ho avuto i Vesuvio e fino a quando non ho aperto la confezione pensavo fossero fusilli giganti. Beata ignoranza. Mi sei stata d’ispirazione per mettere i taralli sbriciolati nella pasta, un tocco da vero intenditore. Un abbraccio carissima

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