Struffoli
o cicerchiata

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Ingredienti

500 grammi di Farina tipo 00 Farina tipo 00
50 grammi di Burro Burro
100 grammi di Zucchero semolato Zucchero semolato
1 punta di cucchiaino di Bicarbonato di Sodio Bicarbonato di Sodio o 1 punta di cucchiaino di Lievito Pane Angeli
1 pizzico di Sale Sale
4 Uova Uova
1 Tuorlo d'Uovo Tuorlo d'Uovo
1 Buccia di Limone Buccia di Limone grattugiata
1 Arancia scorza grattugia Arancia scorza grattugia
1 tappino colmo di Creola (liquore per dolci) Creola (liquore per dolci)
abbondante Olio di Semi Olio di Semi
Per glassare e decorare
400 grammi di Miele Millefiori Miele Millefiori
200 grammi di Zucchero semolato Zucchero semolato
"a sentimento" Canditi di arancia e cedro Canditi di arancia e cedro
"Diavulilli" "Diavulilli" confettini colorati tondi e argentati
Confettini all'Anice Confettini all'Anice
Informazioni:
  • Frittura
  • Impasto a Mano
  • Impasto in Planetaria

Sembra strano ma non tutti conoscono questi piccoli croccanti dolcetti natalizi del Sud Italia. Li prepariamo insieme?

  • 2 ore
  • Persone 6
  • Facile

Introduzione alla Ricetta

Ogni Natale, così come ogni Pasqua, le mie zie Rosa e Nora, sfornano vassoiate di dolci tipici che poi vengono messi a confronto e sottoposti a giudizio dall'autorità massima in campo di mancanza di diplomazia: mio padre!

Quando mia nonna era ancora con noi, era la sola che provava a fargli i Rococò, e anche se il dentista di famiglia si sfregava le mani ogni Dicembre, tra carie e denti scheggiati, mio padre sosteneva, stoico, che erano mosci.
E lei ci riprovava ogni anno, anche oltre il periodo comandato delle feste.
Inutilmente.

Alla dipartita di nonna, i Rococò sono stati tranquillamente depennati dai vassoi di dolci delle nostre tavolate, per far spazio a mostaccioli, raffioli e "zizze 'e monaca" che zio Rino acquista in pasticceria così che gli strali eventuali di mio padre siano rivolti direttamente all'esercizio!

Ora, le due zie che si sfidano sono una la sorella di mio padre e una la sorella di mia mamma.
E difficilmente dalla bocca di mio padre esce fuori che quelli della sorella di mamma siano migliori di quelli di sua sorella. Zia Rosa per lui perde in partenza, per principio.

Abbandonati gli "amari" in bocca delle Pastiere pasquali, a Natale si ripete la solfa con gli struffoli, piccolissimi gioielli fritti e affogati letteralmente nel miele e zucchero caramellato e ricoperti di diavulilli (così si chiama l'insieme dei confettini "apridenti" colorati, tondi, minuscoli, che se ti si capovolge la bustina ricordi tutti i Santi dal 1 Gennaio a San Silvestro, talvolta ripieni di Anice).

E così ricordo con piacere le tombolate interminabili a casa di zia Nora durante le quali, nel centro del tavolo imperiale, c'erano diverse "isole del ghiottone", e al centro troneggiavano SEMPRE due vassoiate di struffoli.

Zia Rosa invece, più parsimoniosamente, ne faceva vassoietti anonimi (in modo che mio padre non riconoscesse il vassoio o il piatto) che di soppiatto portava a casa nostra, facendo giurare a mia madre di non svelare l'origine del vassoio nel momento in cui mio padre avesse allungato la mano (eh si perchè cucchiaino nobiliare a parte, che potremo usare durante la visita di Carlo e Camilla, gli struffoli si mangiano con le mani, leccandosi le dita come con i Fonzies), e di dettagliarla circa la reazione.

Ad onor del vero mio padre, quando può, li mangia indistintamente tutti, così come di fatto mangiava i Rococò di mia nonna, ma la soddisfazione non la dà mai, c'è sempre un "anche se" che tiene vivo il pepe fino alle feste comandate dell'anno successivo.

Chi beneficia di queste sfide a colpi di vassoio, anicini, miele e frittura siamo noi del parentado stretto a cui poco importa decretare quali siano i migliori, basta che (anche qui) non siano mosci.

La preparazione è semplicissima, va impastato tutto insieme e fatto riposare l'impasto in frigo per 30 minuti, prima di tagliare e friggere queste piccole dolci "pepite".

La versione dei miei struffoli è l'ultima fatta da entrambe le zie e tratta da un libro che oggi non stampano più, Napoli in Bocca di Antonella Santolini, e nella mia versione ho utilizzato il lievito e non il bicarbonato e non ho inserito i canditi che a me non piacciono.

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Procedimento Step by Step

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Fatto

Impastare tutti gli ingredienti tranne l'olio di semi che serve per la frittura, fino ad ottenere un impasto incordato, morbido e liscio. L'operazione potrebbe richiedere fino a 12/15 minuti con l'impastatrice.
Far riposare l'impasto per 30 minuti in frigorifero avvolto da pellicola alimentare trasparente.
Prelevare piccole quantità di impasto, arrotolarle sulla spianatoia SENZA FARINA, e tagliare dei piccoli tocchetti, senza bisogno alcuno di arrotondarli, dal peso di 2 grammi ciascuno (sì, ci vuole il bilancino da pusher).
Nel frattempo riscaldare l'olio di semi in un pentolino da frittura dai bordi alti (devono friggere per immersione) e mescolare continuamente gli struffoli durante la frittura utilizzando un ragno.
Scolarli appena diventano dorati e gonfi e poggiarli su diversi strati di carta assorbente. Se farete una buona frittura la carta, come nel mio caso, nemmeno si macchierà.
Lasciar completamente raffreddare gli struffoli.
Il lievito che ho usato io ha fatto sì che senza bisogno di arrotondarli prima di immergerli in olio, i miei struffoli si gonfiassero e si arrotondassero da sé.

2
Fatto

Nel frattempo, in una pentola antiaderente, sciogliere il miele con lo zucchero a fuoco basso, aggiungere i canditi (se vi piacciono) e versarci dentro gli struffoli oramai freddi, mescolando con un cucchiaio di legno.
Quando saranno tutti perfettamente ricoperti di miele, versarli in un vassoio da servizio e "lanciare" i diavulilli da decorazione IMMEDIATAMENTE altrimenti non si attaccheranno più.

Valentina

Valentina

Sono una grande amante e conoscitrice di spezie che utilizzo abitualmente in cucina e che amo proporre e far conoscere ai miei corsisti. Amo la cucina etnica e aggiungere sapori insoliti ai piatti della tradizione. Sono una compratrice compulsiva di "caccavelle" e props per le fotografie food (oltre che di credenze per contenerle tutte) e colleziono libri di cucina di cui sono gelosissima.

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